Ricordato l’amore che Ruggero I d’Altavilla nutriva verso "la regione dei bruzi”
LE MEMORIE NORMANNE SUL PORO
Il tema affrontato da insigni studiosi in un convegno tenuto a Motta Filocastro
pubblicato su Il Quotidiano della Calabria del 3 agosto 2011
"Memorie normanne nel territorio del Poro" è il titolo del convegno organizzato
nella frazione di Motta Filocastro dall’associazione “Il Tocco” lo scorso
lunedì. Molti i presenti, fra cui l’assessore provinciale al Turismo Gianluca
Callipo.
La presentazione dei lavori è stata affidata al presidente del
sodalizio mottese, Graziano Ciancio: «L’iniziativa -ha affermato- si prefigge
l’obiettivo di stimolare la ricerca intorno a un momento cruciale della storia
regionale e non solo: quella caratterizzata dall’epopea normanna». dello stato moderno, un passaggio fondamentale nella creazione dell’Europa.
La loro azione ha avuto proprio in Calabria un punto di riferimento solido; merito, soprattutto di Ruggero I d’Altavilla che amò la regione dei bruzi come nessun’altro grande condottiero e statista».
È stata poi la volta dello storico Ulderigo Nisticò il quale ha incentrato il suo intervento sul tema: "I Normanni, statisti e avventurieri”. Il professore Nisticò ha concluso il suo intervento con una proposta originale: «I fratelli Roberto e Ruggero I d’Altavilla offrirebbero la trama e la sceneggiatura perfette di un film d’avventura quanto mai avvincente».
A seguire il giornalista Giuseppe Currà che ha relazionato su "La provincia Militana”, il quale ha commentato una serie di diapositive che hanno immortalato alcuni frammenti appartenuti a quella realtà: «Mileto -ha evidenziato- con Ruggero I ha conquistato uno splendore mai conosciuto». Dal canto suo, don Giuseppe Blasi, sacerdote presso la struttura don Mottola di Tropea, si è soffermato su "Rilatinizzazione ed effetti culturali e religiosi su Tropea e Nicotera”.
Il religioso, a tale riguardo, ha chiosato: «A seguito del processo di rilatinizzazione i Normanni ebbero dal papato un riconoscimento ufficiale circa il loro potere, mentre la Chiesa affermava in vaste aree del Sud il suo ruolo spirituale e morale». Infine, Mirko Tassone (giornalista del Quotidiano della Calabria) ha relazionato su "Una memoria normanna ancora viva: la certosa di Serra San Bruno”. Il giornalista serrese, dopo avere ripercorso le tappe che diedero vita alla Certosa e gli effetti successivi alla sua fondazione, ha ricordato il legame affettivo tra San Bruno e Ruggero I d’Altavilla «due grandi personaggi che hanno brillantemente operato in Calabria nell’XI secolo».
Lunedì a Motta Filocastro le memorie normanne nel Poro
di ANNA MARIA TEDESCO
pubblicato su Il Quotidiano della Calabria del 30 luglio 2011
LIMBADI - Anche quest’anno l’associazione culturale "Il Tocco” si fa promotrice
delle più importanti iniziative ricreativoculturali
del territorio limbadese, e non
solo. Previsto inizialmente un appuntamento
di grande interesse, dal tema "Memorie normanne nel territorio del Poro”
che si svolgerà lunedì 1 agosto, alle ore
21.00 a Motta Filocastro.
Previsti gli interventi
di qualificati relatori che incentreranno
i loro interventi sulla presenza
dei normanni sul territorio, in particolar
modo sulla figura di Ruggero d’Altavilla
che scelse Mileto come sua capitale e da Nicotera
si mosse alla conquista della Sicilia
, lasciando sul Poro memoria di sé in conventi,
chiese e palazzi.
Aprirà i lavori, il
consigliere nazionale del sindacato libero
scrittori italiani, Ulderico Nisticò che relazionerà
sul tema "Normanni: statisti e
avventurieri”. La provincia militana sarà
invece affrontata dal giornalista Giuseppe
Currà mentre sull’argomento della latinizzazione
e gli effetti culturali e religiosi
su Tropea e Nicotera, relazionerà il sacerdote
Giuseppe Blasi. Sulla certosa di
Serra San Bruno si soffermerà con il suo
intervento, il giornalista Mirko Tassone.
Presiederà i lavori il presidente dell’associazione Graziano Ciancio e modererà i lavori,
il presidente del centro studi Aramoni
Corrado l’Andolina.
Il tema che verrà
sviluppato durante il convegno rappresenta
la cornice in cui si incastona il "Filocastrum Fest”, manifestazione culturale
che offre la possibilità di assistere dal vivo,
nelle atmosfere suggestive dei vicoli del
centro storico, alla ricostruzione e rappresentazione
di vere e proprie pagine di
storia delle tradizioni popolari. Da qualche
un anno l’associazione "Il Tocco”, formata
da molti dinamici giovani, promuove
un insieme di iniziative ludico-ricreative
e artistico-culturali con l'obiettivo di
rinsaldare i legami sociali e culturali,
creando occasioni privilegiate di aggregazione
nel Centro Storico, alla riscoperta
del passato.
PRESENZE NORMANNE NELLE ZONE DEL PORO
LIMBADI
di Eleonora Lorenzo
Pubblicato su Calabria Ora il 31 luglio 2011
Ruggero d’Altavilla detto "il Bosso”, conquistatore normanno, nel secolo XI,
assieme al fratello Roberto il Guiscardo conquistò la Calabria e da Reggio e
Scilla partì alla conquista della Sicilia. Con i Normanni in Calabria iniziò un
periodo di particolare fioritura sociale e culturale: essi fondarono cattedrali
e monasteri, fecero fondare la diocesi di Mileto, introdussero il cristianesimo
di rito latino e resero le loro corti centri pulsanti di cultura e sapere.
Fortificarono castelli e presidi, crearono colture di viti e ulivi,
incoraggiarono la pesca e la pastorizia e l’estrazione dal sottosuolo di metalli
preziosi.
La Calabria normanna fu centro ricco e importante, in particolare amata dai due
fratelli d’Altavilla. Ben presto, quindi, essi entrarono nell’immaginario
collettivo e le leggende crebbero intorno alle loro figure quasi mitiche. Narra
una leggenda, ad esempio, che quando San Bruno rinunciò all’arcivescovato di
Reggio Calabria per vivere in solitudine, si ritirò presso il golfo di Squillace
dove lo incontrò Ruggero d'Altavilla guidato al santo dai suoi cani.
Ancora anni dopo, quando Ruggero fu vittima di una congiura, fu un’apparizione
di San Bruno a salvargli la vita, consolidando in tal modo la loro già profonda
amicizia. Religione e politiche di sviluppo, quindi, architetture, ma anche miti
e racconti che poi si riflettono nei canti popolari e ancora arte e cultura sono
ancora oggi tracce del passaggio normanno in Calabria.
Recuperare la conoscenza di questo frammento di storia significa anche
recuperare un nuovo frammento della complessa ontogenesi della "cultura
calabrese”, multietnica e variegata.
Per chi volesse ampliare il proprio orizzonte culturale, quindi, l’appuntamento
è fissato per domani a Motta Filocastro: l’associazione culturale "Il Tocco”
organizzerà, infatti, un convegno sulle
"Memorie normanne nel territorio del
Poro”.
Aprirà i lavori il professor Ulderico Nisticò, consigliere nazionale del
Sindacato libero scrittori italiani, con un intervento sui "Normanni come
statisti e avventurieri”. Seguiranno gli interventi di Giuseppe Currà (assiduo
collaboratore di Calabria Ora) sulla "Provincia miliatana” e di Don Giuseppe
Blasi sul processo di rilatinizzazione, con particolare attenzione sugli effetti
prodotti su Nicotera e Tropea.Chiuderà i lavori Mirko Tassone con un intervento
sulla Certosa di Serra San Bruno. Moderatore del convegno sarà il presidente del
Centro studi "Aramoni” Corrado L’Andolina. Presiederà l’ingegner Graziano
Ciancio, presidente dell’associazione culturale "Il Tocco”.
SULLE TRACCE DEI NORMANNI NEL COMPRENSORIO DEL PORO
di Eleonora Lorenzo
Pubblicato su Calabria Ora il 5 agosto 2011
Nel suggestivo scenario di Motta Filocastro la sera del primo agosto si è tenuto il convegno "Memorie normanne nel territorio del Poro” promosso dall’associazione culturale mottese "Il Tocco”. Come ha sottolineato il presidente del sodalizio Graziano Ciancio, il convegno è incluso in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
Il seminario ha dato spazio a illustri relatori che hanno ricostruito il periodo della dominazione normanna nel Meridione d’Italia, periodo che va dal secolo XI al secolo XV e, in particolare, delle tracce non solo materiali, ma anche culturali e tradizionali di questo loro passaggio.
Complesso è il ritratto che è emerso di questi conquistatori, di cui i fratelli Ruggero e Roberto D’Altavilla costituiscono i rappresentanti più appassionanti: conquistatori talvolta«crudeli», come li ha definiti il professor Ulderico Nisticò, dotati di «intelligenza politica», in grado di «capire il territorio e adattarvisi» per valorizzarne le potenzialità, ma anche uomini, poiché «la storia è fatta di uomini», mossi dalla sete di conquista, passionali e scaltri, «barbari», poiché uomini d'azione che seppero sfruttare la grande frammentazione politica del territorio, travagliato da sempre nuove contese e costruire nuovi equilibri in loro favore.
Furono condottieri, prima di tutto, ma anche statisti: il giornalista Giuseppe Currà, avvalendosi anche di supporti visivi, ha tracciato una breve ma densa storia della dominazione normanna e, in particolare, del ruolo di Mileto come centro della corte di Ruggero I e capitale fino alla morte di questi e lo spostamento della capitale a Palermo. Nell’analisi dello studioso, Mileto ha riacquistato la dignità di capitale di cui la dimenticanza l’aveva privata: centro del potere politico, sede del palazzo e della zecca, splendido centro catalizzatore della cultura dell’epoca. Con Ruggero, che l’amava, Mileto era anche prima diocesi del Meridione d’Italia.
La religione, in particolare, e l’azione unificatrice che la latinizzazione del Meridione ha svolto nel Medioevo sono state oggetto dell’analisi di don Giuseppe Blasi, che ha illustrato i modi in cui ragioni politiche e sentire religioso si sono intrecciati nella storia dei Normanni e nel travagliato rapporto con il papato: la latinizzazione si è rivelata, quindi, una parte fondamentale non solo di un progetto di stabilizzazione del regno e di conquista di nuove forme di legittimità per il potere temporale, ma anche di purificazione della fede.
Infine, il giornalista Mirko Tassone ha tratteggiato la figura di San Bruno e il suo rapporto con Ruggero, collocando il loro legame nel più ampio contesto delle "lotte per le investiture” dei secoli XI e XII e di spinte verso la stabilizzazione e trasformazioni sul piano religioso e culturale. Con la moderazione del presidente del Centro "Aramoni”, Corrado L’Andolina, il convegno ha svolto un pregevole compito educativo.
Alle istituzioni il compito di puntare sulla valorizzazione dell’archeologia e dello studio storico e antropologico della dominazione normanna, così come delle altre grandi pagine della storia della Calabria.